Titolo: Castello di Monticelli – Marsciano

Castello di Monticelli – Marsciano

Il fiabesco complesso del Castello di Monticelli è situato su una bassa collina, proprio in mezzo alla valle del Nestore e a ridosso del torrente Caina. Seppure il rilievo non sia di notevoli dimensioni, dal castello si può ammirare una bellissima vista che si estende per chilometri in tutte le direzioni sulla valle sottostante, da dove è possibile vedere la parte alta della città di Perugia.

Storia 

l più vecchio documento su Monticelli è una bolla papale del 1115, anno in cui Papa Pasquale II decretò che la chiesa di San Paolo in Monticelli appartiene al ricco e potente Monastero benedettino di San Pietro in Perugia. Nel XV secolo Monticelli fu venduto o concesso agli Aureli, una famiglia aristocratica che costruì un grande palazzo con archi in cotto e iniziò ad usarlo come una residenza estiva e di caccia. Agli inizi dell’800 Monticelli cambia il proprietario e passa alla famiglia Alfani e successivamente, alla fine dello stesso secolo a Vincenzo Sereni. Durante la seconda guerra mondiale fu testimone di forti combattimenti tra gli alleati inglesi e soldati tedeschi, che nel vicino borgo di Castiglione della Valle ebbero un’officina per la riparazione di carri armanti e camion.

In seguito alle distruzioni belliche e al progressivo deterioramento causato dall’inesorabile trascorrere del tempo, Monticelli diventò una fattoria, deposito di prodotti agricoli e stalle.  Un accurato restauro ha donato a tutto il complesso l’antica magnificenza e imponenza. Il borgo di Monticelli è attualmente una dimora storica molto frequentata, su cui vi è il vincolo della Soprintendenza dell’Umbria. Le parti più antiche sono costituite da tre torri difensive e di avvistamento sulla valle sottostante con mura dallo spessore di oltre un metro.

Affreschi di Meo da Siena

 

Poco più basso rispetto al castello, si trova una piccolissima chiesetta di S. Paolo e S. Ubaldo affrescata da Meo da Siena. L’antica chiesa, data al XII secolo, fu demolita dopo il 1750 perché ritenuta pericolante. Fu salvata soltanto la sacrestia, certamente per la presenza degli affreschi attribuiti al grande pittore senese e datati 1315-1319.

Nella parete dietro l’altare è presente in alto una Crocifissione con ai lati S. Pietro, S. Paolo e la Maddalena. In basso una Santa con una corona in testa e un oggetto in mano, assai simile ad un piccolo contenitore. Questa precisazione non ci conforta nell’identificazione del personaggio in S. Caterina; i suoi attributi, infatti, sono la corona a sottolineare la sua stirpe regale e la palma del martirio o il libro e quasi sempre la ruota strumento della tortura cui venne sottoposta. Al centro della parete la delicata immagine della Madonna col Bambino e ai lati S. Giovanni Battista e un altro Santo con il libro in mano.

 

Legenda su San Costanzo

 

Con il tempo sono nate leggende secondo le quali San Costanzo, vescovo e patrono della città di Perugia, per sfuggire alla persecuzione dei cristiani, compiuta nel 174 d.C. sotto l’Imperatore Marco Aurelio, si sarebbe rifugiato in una grotta a Monticelli insieme ad un suo amico di nome Anastasio, da cui, secondo un’altra leggenda, sarebbe derivato il casato degli Anastasi.

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